Macchine d'assedio medievali - "Le tecniche, le tattiche e gli strumenti d'assedio"

Cod. Art. 9788889336014
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di Giovanni Todaro - cm 17x24 - pp. 144 - ill. b/n e colore -


Nell’immaginario collettivo, i conflitti che hanno insanguinato i secoli del medioevo e prima ancora le guerre combattute dalle grandi civiltà del passato, romana e greca in primis, sono ricordati come roboanti cariche di cavalleria o immensi schieramenti di uomini, luccicanti nelle loro armature di metallo, che, con gli stendardi variopinti al vento, si scontravano con clangore assordante in campo aperto...
Schiere di ingegneri, carpentieri, falegnami, fabbri, genieri ed artiglieri seguivano le legioni in movimento, realizzando, spesso in loco, le necessarie macchine belliche, edificando forti per il presidio del territorio e predisponendo le opere edili necessarie ad affrontare assedi che a volte duravano anni. Con le invasioni barbariche e la caduta dell’impero romano, tale patrimonio di conoscenze, maturate in secoli di conflitti, assedi, contrassalti e difese cittadine, cade nel dimenticatoio. Sarà compito dei Bizantini, prima, e dell’incastellamento feudale, poi, ridare vita e nuovo smalto ai princìpi ed alle tecniche poliorcetiche di antica e classica cultura militare.
Frequenti sono, in questo studio di Giovanni Todaro, i parallelismi tra l’arco-balista di romana memoria e l’“artiglio di Allah”, tra il mondo classico ed il medioevo, a significare una continuità solo sopita dai contraccolpi generati dalla caduta dell’impero romano; il soldato cartaginese come il cavaliere feudale erano ancora più temibili tra le loro mura, e da esse andavano snidati.
Alesia come il Crac des Chevaliers, Cartagine come Costantinopoli... la trattazione dei singoli strumenti, evoluzione e summa di esperienze precedenti, l’approfondimento che di loro effettua l’autore, ci consentono di respirare ancora l’odore acre della pece in fiamme, di ascoltare di nuovo lo scricchiolio delle ruote di enormi torri d’assedio in avvicinamento alle mura.
(Ennio Pomponio)


Giovanni Todaro è giornalista e scrittore. Collabora con diverse testate giornalistiche ed è stato autore e conduttore di un programma radiofonico della RAI di divulgazione scientifica naturalistica.
Buona parte del suo lavoro si svolge a contatto con la natura e in particolare modo con gli animali. Nel 1995, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e altri enti, ha fondato il Museo del bracconaggio e delle trappole di Bardi (Pr), di cui è stato direttore fino al 2004.
È consulente degli organismi competenti per quanto riguarda l'individuazione e la cattura di animali esotici fuggiti o liberati da ignoti in Italia. Vive e lavora nel Cremasco.


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