Catalogo: “Practica brevis. Manuale di medicina pratica del XII secolo”

Practica Brevis - cover

PRACTICA BREVIS
“Manuale di medicina pratica del XII secolo”
di Giovanni Paleario – traduzione e commento a cura di Giuseppe Lauriello
cm 17×24 – pp. 428 – euro 37,00

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La Practica brevis, attribuita a Giovanni Plateario (tra il 1080 e il 1120), può essere definita un manuale di medicina interna, un breviario a uso del medico pratico, e ciò in considerazione della sua essenzialità, della sua esposizione in forma piana, accessibile anche agli iniziati e nello stesso tempo di grande supporto per il medico professionista avviato all’arte, ma comunque bisognoso di informazioni suppletive, di consultazione, di ausilio a inevitabili carenze.
Il testo si presenta come un miracolo di sintesi nell’illustrazione delle cause e dei segni che si raccordano alla diagnosi, dettagliato e puntuale nei suggerimenti terapeutici più adeguati, descritti con semplicità e chiarezza; insomma un libro, come vuole il titolo, di estremo pragmatismo, che raccoglie quanto di sostanziale, veramente utile vi fosse allora nello scibile medico. L’aspetto più rilevante è la genuina riproposizione del dottrinario ippocratico-galenico, indirizzo che vediamo affacciarsi in ogni suggerimento, in ogni giustificazione terapeutica.
Centralità dello studio è il malato, la valutazione della cui patologia è fondata sul sintomo, aspetto cardine della malattia, che a sua volta è centrale nell’ambito dell’organismo umano. Solo una corretta disamina dei sintomi e degli effetti terapeutici è in grado di assicurare una prognosi precisa, una preconoscenza.
Giuseppe Lauriello, primario emerito di pneumologia, è uno storico della medicina e cultore della Scuola medica salernitana. Tra le numerose pubblicazioni, oltre a “La patologia respiratoria nel dottrinario della Scuola medica salernitana” (1984), ha curato alcuni testi medici del passato: “Le ghiandole” di Ippocrate (1992); “De instructione medici: deontologia e metodologia medica da un manoscritto del XII secolo” (1997); “Post mundi fabricam” di Ruggiero Salernitano (2011).

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