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"Il racconto in un capitello del monastero di San Juan de la Peña (Aragona, secolo XII)"
Massimo Falchi Delitala
cm 17x24 - pp. 000 - ill. b/n - euro 00,00
in preparazione
Il capitello del monastero di San Juan de la Peña (Aragona), riproducente il mito-dramma iniziatico del primo costruttore del Tempio di Gerusalemme, secondo l'autore, avvalora e giustifica le affermazioni massoniche, riportando indietro le polveri della clessidra temporale al Medioevo, per quanto riguarda le ascendenze sempre dichiarate dalla scuola iniziatica. Questo non è poco in considerazione del fatto che la Massoneria, pur riconoscendosi erede di innumerevoli influenze esoteriche medievali e rinascimentali, non era mai riuscita, finora, a “certificare” tale legittimità.
Con il citato reperto non solo si riescono a retrodatare almeno al XII secolo le fondamenta sulle quali si costruirà in avvenire l’edificio massonico, ma si è in grado di riportare nell’alveo cristiano-giudaico il pensiero libero muratorio.
Di questo percorso, agli albori, rimane unica testimone la pietra, materia prima del lavoro dei muratori e degli scalpellini girovaghi medievali, e materia prima anche del “lavoro” massonico, che, trasformata, conserva in un mirabile linguaggio simbolico un insegnamento universale e sempiterno.
La fortuna, se di fortuna si tratta, ha consentito all’autore di recuperare l’importante prova di un sapere che più volte nei secoli si è occultato allo sguardo profano e religioso per necessità di sopravvivenza, ma che, per ironia della Sorte, è stato conservato in un edificio monastico, protetto dall’azione soppressiva religiosa, riparato da un deviato interesse profano carico di cupidigia.
Seguendo l’esempio di Massimo Falchi Delitala, torniamo anche noi a studiare le facciate delle chiese e dei monasteri come enormi libri in pietra, che trasmettono col loro simbolismo nozioni preziose di un tempo e di una dimensione ancora recuperabili ai nostri giorni. (D.B.)
L'Autore
Massimo Falchi Delitala vive a Cagliari, dove lavora come dirigente presso il Consiglio Regionale della Sardegna. Prima di entrare nella Pubblica Amministrazione ha svolto attività forense come procuratore legale.
Ha scritto, con un coautore (Melis), un importante manuale, il "Codice delle leggi fondamentali della Regione Sarda" (Giuffré, 1997) ed ha curato inoltre altre pubblicazioni minori di argomento storico-giuridico.
È Ispettore Onorario presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Cagliari ed Oristano. Per le Edizioni Penne & Papiri ha pubblicato anche "I templari nei Giudicati Sardi".