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“Vie della Tradizione” - n° 104 - ott./dic. 1996
Per i tipi delle Edizioni Penne e Papiri abbiamo ricevuto lo studio di Loredana Imperio “Sigilli templari”. L’A., assai nota per le sue ricerche ed i suoi interessi medievalisti con particolare attinenza alla tradizione ed alla storia inerente all'Ordine del Tempio, ha all’attivo numerose pubblicazioni. Libri, articoli, interventi in congressi di cui spesso promotrice, scritti anche in compartecipazione, l’hanno resa personaggio di primo piano in certi domini.
Il libro di cui qui si tratta affronta un assai interessante argomento specialistico: i sigilli templari. L’importanza storica ed emblematica del sigillo, la sua significazione simbolica ed esoterica ben sanno i cultori di certi studi ed i lettori di questa rassegna. L’A., -dopo averci detto in premessa cos’è un sigillo, qual è la sua genesi, significato ed importanza perché il sigillo rendeva valido, legittimo e legale un documento o atto- entra nel vivo dell’argomento svelando uno studio, una ricerca ed una competenza nel settore veramente sorprendenti. Innumerevoli sigilli, con riferimenti all’epoca, alle mutazioni, alle più diverse nazionalità, alla loro usucapione o accaparramento da parte di altri, vengono esaminati e studiati in questo libro dove l’erudizione e la citazione di fonti rendono l’opera notevole suscitando nel lettore una sempre crescente curiosità.
Sigilli magistrali, di visitatori cisimarini, di precettorie e precettori, di dignitari etc... non sfuggono all’indagine della Imperio. Si tratta di sigilli propriamente italiani e della differenziazione fra essi: di sigilli tedeschi, francesi, inglesi e dei più diversi che conobbero lo splendore del Tempio; né si trascura di parlare di particolare sigilli propri di cariche ed incarichi ben precisi.
Ci pare un’opera assai completa, né l’A. trascura intelligenti critiche, apportando le più valide argomentazioni a certe affermazioni gratuite di certuni. In merito al controsigillo "Abraxas Pantea" ed alla scritta "Secretum Templi" tanto s’è detto e scritto, né qui mancano le osservazioni della Imperio che pure ci dice su alcuni motivi musulmani che compaiono in certi sigilli.
Conclude l’opera una bibliografia e la rappresentazione di ben quarantaquattro sigilli. Tanto, ed elogiativamente, ci sarebbe da dire su ogni pagina del testo, ma il limite impostoci non ce lo consente. Quanto c’è di meglio lo coglieranno gli stessi lettori.
Il libro è gustosamente corredato da un tipico sigillo templare (due cavalieri su uno stesso cavallo) realizzato in bronzo anticato.
Concludendo, pensiamo di potere affermare che questo è uno studio che non può non essere presente nelle biblioteche e nelle conoscenze di quanti si occupano seriamente e non vagamente della storia e del mondo dell’Ordine del Tempio; perciò lo raccomandiamo vivamente a quanti ci leggono.
(Francesco Falcone)