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"Messaggero Veneto" - 16 aprile 1993


Coi templari - Nell'isola di Cipro tra storia e leggenda
 
L'isola di Cipro, tra le tante attrattive che ne consigliano la visita, offre anche un grande passato di storia, come testimonia l'episodio dei Templari, ritirativisi dopo la perdita definitiva di Gerusalemme. Su di loro, nel 1308, si abbatté la lunga mano persecutrice di papa Clemente V. L'accusa di eresia e di rinnegamento della Croce nascondeva questa volta una lotta interna per il potere sugli ultimi resti di un regno prestigioso, quello di Cipro e Gerusalemme, ormai ridotto a niente, ma sul quale l'autorità papale agognava porre il proprio controllo e suggello. La bolla che ordinava l'arresto dei templari arrivò a Cipro nell'aprile di quello stesso anno: il processo che ne segui è passato poi alla storia come il processo di Cipro (1310).
Ma già l'eco delle torture e delle violenze subite dagli uomini di Jacques de Molay in terra di Francia era rimbalzato sull'isola al punto che più di un testimone a discarico poté asserire di non credere alle voci diffamatorie che erano giunte da Parigi e che le accuse ai templari locali si erano manifestate solo dopo l'arrivo a Cipro delle lettere papali. E questo di certo contribuì all'assoluzione di tutti gli inquisiti ciprioti, quasi una riparazione ai guasti di una giustizia che mostrava a tutti i segni dei servigi delle camere di tortura.
Pare che Clemente V, infuriato per l'esito del processo, ne ordinasse un altro di cui però, non si è trovata traccia; più verosimilmente i templari dell'isola si adoperarono, come del resto avvenne nelle nostre terre, a chiudere la loro storia avviando il passaggio dei loro beni ai cavalieri gerosolimitani.
Sul processo di Cipro scrisse un secolo fa il tedesco Konrad Schottmüller traendone notizia da un documento conservato nell'Archivio Segreto Vaticano e già allora in più partì illeggibile. Ora un altro libro ("Il tramonto dei Templari", pagine 169, Latina 1992) edito da un piccolo editore di provincia, ha il merito di riesumare questo processo templare considerato a torto meno importante di quello di Parigi. Ne è autrice Loredana Imperio, ricercatrice di storia medievale con particolare riferimento alle vicende dell'Ordine del Tempio, presidente del Circolo studi storici di Vittorio Veneto. L'esame del processo di Cipro e le relative ricerche sui personaggi e gli avvenimenti a esso collegati, partono da una rilettura del documento vaticano alla luce dei nuovi elementi storici acquisiti in questi ultimi anni e alla comparazione cogli altri processi templari. È stato così possibile emendare alcune inesattezze contenute nella trascrizione dello Schottmüller.
Ma il merito della ricerca non sta tanto nello stabilire se i templari fossero innocenti o colpevoli quanto nel rappresentare le personalità degli inquisiti e quelle dei dignitari e dei fratelli dell'Ordine da essi menzionati.
Si è in questo modo costruita una storia dell'Ordine; il suo carattere europeo, la capillarità dell'azione del comando, il ferreo controllo di un potere centralizzato, e, soprattutto, l'azione di reclutamento dentro il mondo di quella piccola nobiltà europea che costituì la vera riserva umana dell'Ordine.
"Il tramonto da Templari" è un affresco su questi ultimi grandi sconfitti dalla storia ai quali non vennero mai meno la dignità del loro impegno cavalleresco né la coscienza del loro ruolo nel mondo della cristianità.

(Nino Roman)