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"Vie della Tradizione" - n° 104 - ott./dic. 1996
Uno studio ben specifico e particolare questo di Ennio Pomponio con il quale le Edizioni Penne e Papiri arricchiscono di un'altra gemma la loro bella e specialistica collana. Lo status e l'estrazione dell'A., ufficiale di cavalleria, e quindi militare, ci pare compaia dalla stessa maniera con cui gli argomenti sono trattati ed insieme la passione ed il culto dell'eroismo e per le cose militari che dovrebbero essere tipiche del vero ufficiale; un tipo umano che sempre più di rado si incontra nella vita di ogni giorno.
E per questo si tratta di un'opera che ci pare possa ben definirsi, appunto, militare. L'A. ci parla delle «caratteristiche di base delle formazioni templari» e quindi della disciplina che contraddistinse quei monaci guerrieri; del materiale umano e della sua suddivisione che componeva quelle schiere; dello stato maggiore, delle unità di base (conrois), del modo di spostarsi e di caricare etc... Nel libro sono considerate e raffigurate le armi difensive ed offensive di allora. Una accurata indagine ed analisi strategica è condotta dal Pomponio su certi eventi bellici che videro impegnati i templari come nel caso di ciò che avvenne ai Corni di Hattin che segnò una vittoria del Saladino. Delle tavole illustrate mostrano lo sviluppo di quella battaglia. L'A. ci parla dei colori templari, del baussant, degli insediamenti templari in Terrasanta e quindi delle fortezze, con le loro peculiari caratteristiche, particolarmente soffermandosi su Athlit e Tortosa. Ci parla delle tecniche di assedio e di difesa. Ci dice di San Giovanni d'Acri dove, come sempre, i templari dettero prova del loro eroismo e del loro spirito di sacrificio. Fra le pagine è una illustrazione che riproduce la pianta di San Giovanni d'Acri con i vari acquartieramenti.
Dopo Acri è Ruad, ultimo combattimento fra arabi e templari. Con ciò l'opera del Pomponio si conclude. Si conclude con delle osservazioni e parole che evidenziano il suo empatetico sentire per quel mondo, un mondo per il quale è strutturalmente vocato; il mondo dei cavalieri e degli eroi; il mondo di quelli che furono i migliori cavalieri di tutti i tempi: i Templari. Monaci, guerrieri, eroi e martiri, restano la più bella testimonianza cavalleresca che il Medioevo ci abbia dato; i migliori combattenti del loro tempo. Tanto per non dire ancora d'altro che esulerebbe da questo specifico contesto.
Uno studio, questo del Pomponio, appassionato ed appassionante e meritevole di elogio. Tante e tante le illustrazioni esplicative che si trovano fra le pagine e le tavole a colori del Farinelli, incluse nel testo, gli danno un tocco tutto particolare.
Il libro, ricco di notazioni e riferimenti, si legge d'un fiato ed interessa non solo i cultori di studi templari ma quanti si occupano della storia delle armi ed armature passate e delle tecniche di combattimento d'altri tempi.
(Francesco Falcone)